martedì 7 febbraio 2017

La necessità dell’arte nella vita

30/01/2017
Valeria Giorgia Ferri

La necessità dell’arte nella vita

Come suggerisce l’estratto da L’Estetica di Hegel, un’opera d’arte è determinata da tre definizioni fondamentali: non è un prodotto naturale, essendo creata dall’attività umana; la sua essenza risiede nell’apprensione umana, ed è attirata dal campo sensoriale umano per apprensione; e per ultimo, ha un termine e uno scopo fine a se stesso.
Da un punto di vista strettamente oggettivo, le affermazioni di Hegel sono essenzialmente vere, ma peccano nel non considerare altri dettagli fondamentali che possiamo attribuire all’arte.

Dicendo che l’arte non è un prodotto naturale, stiamo ignorando l’affinità che la natura ha con il concetto di arte. La natura è, infatti, arte in se stessa. Per questa ragione, in un contesto poetico, il modo in cui il poeta rende protagonista una persona della sua opera d’arte, è spesso paragonandola ad un aspetto della natura. Possiamo osservarne un esempio lampante nel Sonetto XVIII di Shakespeare (Shall I compare thee to a Summer’s day?). Nel testo originale Shakespeare prosegue spiegando come la bellezza del suo amante sia collegata al passare delle stagioni, evidenziando la bellezza della primavera e l’estate. La bellezza dell’amante viva in una simbiosi idealistica con la natura, assorbendo la sua fragilità. È chiaro che la natura possegga un violento potere artistico in sé, il che l’ha resa poi l’oggetto principale dell’interesse di vari movimenti artistici.

La seconda definizione nell’estratto di Hegel solleva un ovvio interrogativo: è l’arte nella sua essenza fatta per l’uomo, o è l’uomo fatto per l’arte?
Prima di rispondere alla domanda, possiamo analizzare la relazione fra arte e artista secondo differenti punti di vista.

Nella filosofia romantica - menzionando il pensiero di Schopenhauer e Kierkegaard - l’arte è una delle poche, o anche l’unica via per cui possiamo sfuggire alla noia e al dolore della realtà. Ciò è alimentato dalla nascita del movimento estetico, seguita dalla figura dell’esteta: ovvero un individuo convinto che la contemplazione estetica sia l’obiettivo più elevato per la vita umana, che dovrebbe anch’essa essere vissuta come un’opera d’arte. Di conseguenza, l’arte è liberazione che vive in tutto ciò che è reale; mentre l’artista è colui che tesse sentimenti e sensazioni nella suddetta realtà. È quindi poco chiaro dove si poggi la linea di confine tra arte e artista. Tuttavia, possiamo sicuramente dire che l’artista è un conduttore del potere dell’arte, che scorre naturalmente.la scelta che l’artista fa è di lasciare che questa scorra, e raggiunga l’addempimento dei suoi bisogni artistici. L’arte è vissuta tramite l’artista, come afferma Epicuro tramite la sua filosofia: colui che vive tramite l’arte brama la ricerca di piaceri che possono essere controllati e goduti, ovvero l’amicizia, la pace e soprattutto la contemplazione estetica.
Qui è dove l’estetismo incontra domande riguardanti l’esistenza. A questo proposito possiamo citare il contrasto tra l’uomo apollineo e l’uomo dionisiaco creato da Nietzsche: l’uomo apollineo è guidato da ragione e logica, mentre l’uomo dionisiaco, una volta aver conquistato un vero senso della mortalità, vive guidato da un’estatica, spontanea volontà di vita, espressa attraverso comportamenti che mirano esclusivamente al piacere personale.
Chiaramente, quello che Hegel non riconosce nel secondo punto., è l’importanza che l’arte ha come catarsi, e il ruolo che questa ha nel guidare la vita. L’arte è l’unico modo in cui l’uomo otterrà la felicità; se solo il terrore della società non fosse così prepotente, e l’uomo potesse vivere la propria vita appieno - dando forma ad ogni sentimento ed espressione, ogni sogno e pensiero - allora il mondo riceverebbe un incontrollabile impulso di gioia, abbastanza da dimenticare il più tragico, seppur vero, senso della vita.

Nella terza definizione, l’arte è evidenziata nella sua completezza. L’arte è, infatti, integrale e plenaria, tuttavia è anche dialettica: stabilisce un linguaggio tra il vedere e l’essere visti, una danza di soggetto e oggetto che si scambiano continuamente ruolo; è arricchita quando condivisa e impoverita dalla proprietà. L’arte è una possibilità con tutte le sembianze di impossibilità, che può essere raggiunta attraverso qualcosa di così semplice e allo stesso tempo complesso come una poesia, un quadro o una melodia.

In conclusione, possiamo affermare che l’arte e la bellezza sono concetti più ampi, difficili da costringere in tre corte definizioni, giacché l’arte non può essere costretta, e deve essere libera di manifestarsi attraverso l’uomo. Lo scopo estetico è di sfruttare al massimo la nostra esistenza;  in quanto la paura di Dio e della morte è irrazionale, e l’arte sopravvive l’umanità, l’unico modo che l’uomo ha di ottenere la serenità è attraverso la contemplazione estetica.

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